ALTA VIA DI SICILIA

ALTA VIA DI SICILIA

ALTA VIA DI SICILIA

Viaggio attraverso i monti dove la Sicilia si avvicina di più al cielo...

La Sicilia è famosa nel mondo per la sua storia millenaria che nei secoli ha prodotto tesori artistici ed archeologici eccezionali, affascinanti tradizioni e una straordinaria, sofisticata e ricca gastronomia. Tutti sanno del suo splendido mare e delle sue meravigliose coste mentre molto meno noto appare il suo patrimonio naturale e paesaggistico montano e boschivo. In pochi sanno che in Sicilia esistono montagne di roccia dolomitica come le Madonie che nulla hanno da invidiare alle più famose montagne del nord Italia; che esistono  foreste come nei Nebrodi dove è possibile camminare per giorni sotto l'ombra dei faggi; che esistono wilderness areas di straordinario fascino come in alcune aree del Parco dell'Etna. Pochi sanno, inoltre, che esiste un lungo itinerario da fare a piedi che permette di vivere e godere di questo ineguagliabile patrimonio fatto di boschi, fiumi e torrenti, grotte, vulcani, possenti vette, dove trova spazio vitale un ricco, e spesso unico, scrigno di biodiversità: l'Alta Via di Sicilia. Un lungo, interessante ed inedito Trekking che in 24 tappe permette al viaggiatore curioso ed appassionato di scoprire lentamente, a passo d'uomo, questo tesoro di bellezza ed armonia. Un lungo cammino attraverso la costa settentrionale in quella che è denominata solitamente come l'Appennino siculo che parte dal sistema dei Monti di Trabia e Termini Imerese e che, attraerso le Madonie prima e i Nebrodi dopo, raggiunge il "tetto"dell'Isola: il vulcano Etna.Un percorso che fa delle altezze il suo filo conduttore e che lega le cime più alte dell'Isola (Pizzo Carbonara, Monte Soro, l'Etna) ed i laghi montani d'alta quota come il Biviere di Cesarò o il Lago Trearie...

I LUOGHI ED I PERCORSI     https://altaviadisicilia2020.blogspot.com

1. PIZZO CANE, PIZZO TRIGNA E GROTTA MAZZAMUTO

Un esteso altipiano, un complesso montuoso calcareo che con Pizzo Trigna raggiunge i 1257 m di quota sul livello del mare, una vasta area protetta con suggestive zone umide e cavità carsiche come la Grotta Mazzamuto, sede di insediamenti preistorici e di particolare interesse paleontologico. L'area, ancora in buona parte rivestita da lembi di bosco mediterraneo, fra cui spiccano quelli di Pizzo Trigna e Monte Sant'Onofrio, conserva rari endemismi e specie vegetali particolarmente resistenti a condizioni difficili legate all'aridità, al pascolo e agli incendi. Notevole interesse riveste anche l'avifauna con la presenza di numerosi rapaci molto rari o a rischio di estinzione. L'itinerario percorre nella prima giornata di cammino il crinale di Monte San MicheleMonte Sant'Onofrio e permette di godere di spettacolari paesaggi sul tratto di costa tirrerica che va dal Monte Catalfano fino alla Rocca di Cefalù. Sulla strada si incontra prima il rudere della Casina Artale nell'omonimo bosco e poi scendendo a valle la zona umida e le Case di Piana di Ferro con un caratteristico abbeveratoio. Scendendo ancora lungo la vallata fra le due catene di monti si giunge fino alle Case Javuti caratteristica masseria convertita ad azienda agrituristica e luogo del primo pernottamento. Nella seconda giornata di cammino si raggiungono le cime di Pizzo Cane e Pizzo Trigna con paesaggi mozzafiato verso il mare e l'entroterra palermitano con Rocca Busambra che svetta con i suoi 1613 m slm. Durante il cammino si incotra poi la Torretta di avvistameto di Pizzo Calafaro da cui godere di un eccezionale panorama sullo specchio d'acqua del Lago Rosamarina. Il percorso raggiunge poi la deliziosa chiesa rupestre detta Eremo di San Felice costruita tra il 1290 ed il 1310 dall'eremita laico Frà Guglielmo Gnoffi.

2. MONTE SAN CALOGERO

Un imponente massiccio calcareo dolomitico che con i suoi 1326 metri svetta direttamente sul mare del Golfo di Termini Imerese. Uno dei siti naturali più importanti della Provicia di Palermo che dal punto di vista paesaggistico e naturalistico conserva interessantissime presenze geologiche come le mineralizzazioni di macrocristalli di Fluorite e di Baritina. Partendo dalla città di Caccamo con il suo Castello medievale del XII secolo si raggiunge la cima del monte attraversando ambienti vari e differenziati con dolci morfologie collinari, forre scavate dall'acqua, aspri affioramenti calcarei e un paesaggio vegetale mutevole in funzione della quota e del tipo di terreno. Dalla vetta si gode di uno immenso panorama a 360 gradi che si affaccia sul mare, sui Monti di Palermo, sulle Madonie e sui Nebrodi e, verso l'interno dell'Isola, su Monte Cammarata. La leggenda dice che sulle sue rupi dimorò San Calogero e che su una sua roccia lasciò l'impronta del piede mentre era intento a scacciare i demoni che infestavano l'area. Lasciata la cima si ridiscende lungo il fianco nordoccidentale del Monte attraersando aree a fitta macchia mediterranea ed aree rocciose prive di vegetazione fino a raggiugere la città di Sciara con i ruderi del suo Castello e la caratteristica Chiesa di Sant'Anna.

3. MONTE ROCCELITO, BOSCO DELLA FAVARA E DI GRANZA

Una splendida ed incontaminata formazione forestale con querce caducifoglie e sempreverdi fra le più integre della Sicilia dove trova il suo habitat ideale il Codibugnolo siciliano (Aegithalos caudatus ssp. siculus) rara sottospecie che nidifica nell'area. Il percorso attraversa questa affascinante area boschiva mediterranea raggiungendo uno dei luoghi più belli e caratteristici della Riserva: il piccolo specchio lacustre di Bomes posto a quasi 900 m slm incastonato nella splendida cornice del Bosco di Granza. Il lago presenta acque poco profonde ed una interessante vegetazione acquatica fra cui spicca il raro Ranuncolo capillare dalle foglie filiformi che durante la sua fioritura da un aspetto particolarmente romantico alla piccola zona umida. Durante la marcia si attraversano anche il Bosco del Tamburello e quello del Cardellino alle pendici del Monte Roccellito in un mosaico di querceti relitti, campi aperti, piccole zone umide, creste rocciose e valli erbose che in primavera si arricchiscono delle fioriture delle orchidee selvatiche. L'escursione regala infine splendidi scorci panoramici verso le vette delle Madonie e sul paese di Sclafani Bagni arroccato su un dirupo sorastante la Valle del torrente Salito.

4. IL COMPLESSO MONTUOSO DELLE MADONIE

Tra i più rilevanti complessi montuosi della Sicilia, quello delle Madonie rappresenta un unicum nel panorama del patrimonio paesaggistico e naturalistico dell'Isola. In tre giorni di cammino si percorrono le aree di maggior pregio naturalistico e paesaggistico del Parco attraverso una Natura ancora intatta, lungo panoramici sentieri di montagna, tra doline ed inghiottitoi, e mille anfratti di roccia e fitti boschi, guadando ruscelli e fermandosi a riposare sotto alberi secolari come gli agrifogli giganti di Piano Pomo. Un trekking che si snoda lungo gli ambienti montani delle cosiddette alte Madonie, una serie di rilievi carbonatici che si elevano fin quasi ai 2000 metri di altezza con Pizzo Carbonara (la seconda vetta più alta della Sicilia dopo l'Etna) a dominare le altre cime con i suoi 1979 m slm. Una Sicilia ancora selvaggia dove regna l'Aquila reale e si possono osserare rari rapaci come l'Aquila del Bonelli ed avvoltoi come il Capovaccaio, e dove alle quote più alte è possibile ammirare una delle più belle, rare e spettacolari farfalle che vivono sull'Isola: l'Apollo di Sicilia (Parnassus apollo subsp. siciliae) sottospecie esclusiva delle Madonie.  Lungo il percorso numerose anche le tracce storiche lasciate dall'uomo piccoli borghi e masserie storiche, marcati, pagliai e luoghi sacri come la piccola e raffinata Chiesa dell'Annunziata o la suggestiva e minuta Chiesetta di San Cosimano risalente alla fine del Seicento. Il percorso partendo dal piccolo paesino di Scillato, famoso per la sua antica abbondanza di acque che nel tempo ha dissetato la città di Palermo, si sale fino a raggiungere il Monte Cervi coperto da un fitto manto di faggi, aceri montani, aceri campestri, roverelle ed agrifogli e quindi la verde depressione carsica che in inverno forma un piccolo specchio d'acqua che fa pensare a paesaggi alpestri, il Laghetto di Piano Cervi. Dalla Portella Colla si sale nuovamente fino al Monte Mufara dalla cui cima (1865 m slm) si gode di splendido paesaggio che si spinge fino al cono fumante dell'Etna. Dalla cima del monte spettacolare è la vista su l'Anfiteatro della Quacella, le "Alpi di Sicilia", luogo di grande interesse geomorfologico e, per il suo ricco patrimonio di piante endemiche,oggetto di studio da parte di botanici di tutto il mondo. Il Trekking dell'Alta Via attraversa infine il Pizzo Carbonara, Pizzo Palermo (1964 m slm) e Piano della Principessa, le cime più elevate del Parco delle Madonie, luoghi di particolare fascino e di grande interesse scientifico modellati da intensi fenomeni carsici e caratterizati dall'alternarsi di pascoli altomontani e dalle numerose doline colonizzate da nuclei di faggeta con esemplari di eccezionale sviluppo e notevole bellezza.

5. MONTE SAMBUGHETTI E LAGHETTI DEL CAMPANITO

L'area di Monte Sambughetti (1558 m slm) è una dorsale montuosa che corre parallela a quella dei Monti Nebrodi a cui geograficamente appartiene. Insieme ai vicini Laghetti del Campanito (1257 m slm) costituisce un'importante Riserva Naturale orientata estesa per oltre 2300 ettari. Un prezioso ambiente caratterizzato da una ricca biodiversità che annovera specie aimali ormai estinte o divenute rarissime nel resto della Sicilia (fra questi soprattutto numerosi coleotteri di acqua dolce). Particolarmente suggestivi i Laghetti, due piccoli e pittoreschi specchi azzurri d'acqua che ospitano una rara vegetazione igrofila, incastonati nel verde dei fitti boschi che li circondano. Il percorso si snoda all'interno del Bosco della Giumenta, che alle pendici si compone di uno splendido querceto mentre nella parte sommitale del Monte Sambughetti consta di una bella e matura faggeta. Dalla cima del Monte Sambughetti, la più alta vetta della provincia di Enna, come da un balcone si gode di spettacolari scorci paesaggistici sulle Madonie, sui Nebrodi, sull'Etna, sugli Erei e, nelle giornate più terse, sulle Isole Eolie.

6. I MONTI NEBRODI

Una linea sinuosa di possenti rilievi, quasi tutti al di sopra dei 1500 metri di altezza, che si estende per quasi 70 km da cui si dipartono  a sua volta altre vallate e crinali montuosi. Da cui nascono numerosissimi torrenti e fiumi, alcuni di essi con carattere perenne e fra i più importanti di Sicilia come l'Alcantara ed il Flascio. Sorgenti, stagni e specchi d'acqua impreziosiscono gli ambienti montani di alta quota. Come il Lago Trearie che, in un pregevole ed affascinante contesto naturalistico e paesaggistico, fra pascoli e residui di boschi, posto a 1420 m slm, rappresenta il più alto lago montano dell'Isola. Un ambiente umido di grande valore naturalistico dove sostano molte specie di uccelli migratori come anatre ed aironi. O come il Biviere di Cesarò che con i suoi quasi venti ettari di specchio d'acqua circondati da fitti boschi di faggio ed agrifogli offre ai trekker di passaggio scenari unici ed inusitati e che rappresenta per le sue peculiarità botaniche e faunistiche la zona umida d'alta quota di maggior pregio naturalistico della Sicilia. Il trekking fa conoscere anche picoli specchi d'acqua di particolare fascino come l'Urio Quattrocchi che circondato da boschi di querce accoglie una ricca fauna acquatica con uccelli come gallinelle d'acqua, tuffetti, aironi ma anche rettili come la testuggine palustre. Il percorso tocca naturalmente la vetta più elevata dei Monti Nebrodi, il Monte Soro (1847 m slm) che, completamente ammantato da boschi quasi puri di faggio, s'innalza nel cuore del Parco come a dominare l'intero circostante paesaggio.Sulla via anche il Monte Pelato (1567 m slm) dalla cui cima si può godere di spettacolari paesaggi sulle Madonie, sulla dorsale dei Nebrodi fino all'Etna. La si raggiunge passando dalla Caserma Mafauda ed attraversando una immensa e preziosa cerreta dove si ergono notevoli esemplari dalla ragguardevole età e possenza. Lungo il cammino la vastissima faggeta che si sviluppa lungo tutta la dorsale dei Nebrodi ma anche piccoli boschi di notevole interesse botanico come il Bosco della Tassita in Contrada Moglia (1347 m slm) dove il raro e prezioso Tasso baccato, elegante conifera residuo del terziario ormai praticamente estinta in Sicilia, costituisce un vero e proprio popolamento boschivo esteso per 50 ettari, con esemplari di Tasso notevoli per dimensioni ed età.

7. IL VULCANO ETNA

Alto circa 3350 metri l'Etna è il più alto vulcano attivo del continente europeo ed uno dei più elevati del nostro pianeta. Entrato a far parte del Patrimonio Mondiale dell'UESCO, il Vulcano Etna  è il cuore vivo dell'omonimo Parco Regionale. Esso rappresenta un grande laboratorio naturalistico con una flora naturale particolarmente ricca, dinamica, rara, varia e diversamente distribuita. Attraverso una ricca rete di sentieri l'escursionista che percorre l'Alta Via ha modo di godere e scoprire boschi, crateri avventizi, colate laviche del passato, grotte di scorrimento lavico, paesaggi mozzafiato sull'Isola ed una vegetazione endemica che affascina per gli adattementi sviluppati per sopravvivere in un ambiente così ostile ed in continuo mutamento.

Partendo dalle pendici del vulcano il percorso raggiunge il conetto di Monte La Nave (1273 m slm) caratterizzato dai vari toni rossastri e bruni del paesaggio dovuti al materiale piroclastico derivato dalle varie eruzioni succedutesi nel tempo. Si attraversa prima una macchia intricata di Ginestra dell'Etna e si raggiunge poi un interessantissimo e smagliante querceto che in quota diventa faggeto. Qui troviamo la faggeta più estesa dell'Etna, un ambiente di notevolissimo valore naturalistico e paesaggistico che occupa una vasta area alle pendici dello svettante Monte Spagnolo (1547 m slm). Il faggio trova qui il suo limite meridionale in Europa insieme alla presenza localizzata della Betulla, entrambe specie relitte di un periodo a clima molto più freddo risalente a circa 30.000 anni fa. Sul percorso anche caratteristici Rifugi come le Case Pirao e l'omonimo Rifugio di Monte Spagnolo. Quindi si continua per la Grotta del Gelo, galleria di scorrimento lavico di eccezionale interesse scientifico perchè al proprio interno custodisce l'unico ghiacciaio perenne presente in tutto il basso Bacino del Mediterraneo. Posta a 2043 m slm, la si raggiunge per un impervio ed impegnativo sentiero che corre fra le lave del versante settentrionale del Vulcano. L'itinerario dopo aver raggiunto il Rifugio Sapienza sale per i Crateri centrali e permette inoltre di affacciarsi sulla Valle del Bove, una vasta e profonda depressione di origine vulcanico tettonica che con i suoi 8 km di lunghezza e 5 km di larghezza offre uno spettacolo di particolare fascino e suggestione. Si giunge infine ai crateri sommitali (Cratere Centrale, Cratere di Nord Est e Bocca Nuova), il "tetto" della Sicilia. Da qui una immensa carta geografica che copre la gran parte dell'Isola appare ai nostri piedi. Uno spettacolo immenso, unico in tutta Europa, il giusto epilogo del nostro girovagare in cerca di quei luoghi dove la Sicilia si avvicina di più al cielo.

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